Passeggiando per Massa e dintorni

Massa, adagiata nella vasta piana tra le Alpi Apuane e il mare, è un accogliente centro della Toscana nord-occidentale; il clima mite e la tutela delle straordinarie risorse ambientali fanno di Massa una frequentata località turistica e balneare.

Ecosistemi marini e montani, compresi in un fazzoletto di terra, ed eccellenti acque termali costituiscono per il visitatore un'offerta turistica piuttosto variegata.

La città visse il suo periodo di massimo splendore tra il '500 ed il '600 sotto la guida dei Principi Cybo Malaspina ed ha un centro storico ricco di chiese ed edifici rinascimentali.
La parte più antica della città si compone di due nuclei che si sviluppano attorno al castello dei Malaspina, del quindicesimo secolo, e a Piazza Aranci che deve il suo nome alla doppia fila di alberi di arance che la incornicia.
Il lato orientale della piazza è occupato dall'imponente Palazzo Ducale mentre sul lato settentrionale inizia via Dante Alighieri che conduce fino al Duomo.

Il Palazzo Ducale, oggi sede della Prefettura e dell'Amministrazione, è sorto per volontà di Alberico I Cybo che nella seconda metà del '500 fece trasformare il casotto di caccia dei Malaspina nell'abitazione principale della corte.
Il suo aspetto attuale si deve agli ultimi ampliamenti, avvenuti tra la metà del '600 ed i primi anni del '700, progettati dall'architetto Giovan Francesco Bergamini e dal figlio Alessandro; a loro si devono il cortile a due ordini di logge e la facciata dalla peculiare colorazione rosso scuro che mette in risalto gli stucchi e i marmi candidi intorno alle finestre.

Come il Palazzo Ducale anche Piazza Aranci nel corso dei secoli ha subito numerose modifiche: nel '800 è stata demolita l’antica collegiata di San Pietro e i bombardamenti della seconda Guerra Mondiale hanno distrutto le antiche costruzioni che la circondavano.
Al centro della piazza svetta un obelisco marmoreo attorniato da quattro statue-fontana a forma di leone, il monumento marmoreo è stato costruito alla metà del 1800 in omaggio ai duchi Francesco IV e Francesco V di Modena.

Su uno dei lati del Palazzo Ducale sorge uno degli edifici storici più significativi del centro storico: il seicentesco “Palazzino dei Cadetti” al cui interno ha sede il Museo Diocesano.
Il percorso espositivo alternando dipinti e sculture ad arredi e paramenti sacri crea un suggestivo itinerario in bilico tra arte e fede, consentendo al visitatore di apprezzare la spiritualità delle opere sacre e approfondire la conoscenza con il contesto storico e territoriale.
Sono in mostra opere, appartenenti a vari periodi della storia dell'arte, provenienti dalle chiese di Massa e dintorni tra cui preziosi tessuti ricamati in oro e argento, capolavori degli scultori Felice Palma e Jacopo della Quercia, i dipinti di Domenico Fiasella e del pittore fiorentino Maestro di Montefloscoli, espressioni della devozione popolare e diversi oggetti realizzati dalle più importanti botteghe sei/settecentesche.

Merita una visita il Duomo, ovvero la Basilica Cattedrale dei Santi Pietro e Francesco, che in una cappella sotterranea custodisce le sepolture della famiglia Cybo Malaspina.

Alle spalle del Palazzo Ducale, Piazza Mercurio, posta lungo la medievale via Pedemontana, è attorniata da antiche costruzioni di impronta rinascimentale che si avvicendano a costruzioni di periodi più recenti e segna l'inizio del percorso verso il castello.

La Rocca dei Malaspina è formata da un nucleo centrale, costruito in epoca medievale sulla sommità di uno sperone roccioso che domina la città, e dal sontuoso palazzo rinascimentale residenza dei marchesi Cybo-Malaspina; tutti gli edifici della Rocca sono protetti da una possente cinta muraria ancora intatta.

Itinerari naturalistici

Dal centro della città in una decina di minuti d'auto lungo la panoramica Via dei Colli, si raggiunge il piccolo borgo di San Carlo Terme le cui acque aiutano a combattere patologie renali e intestinali, la sindrome del colon irritabile e accumuli dannosi nel sangue.

Dalla Via dei Colli vale la pena fare un paio di deviazioni per raggiungere i piccoli borghi di Pariana e Altagnana, le cui origini si perdono nella notte dei tempi.
Entrambi sono rannicchiati su contrafforti che dominano la valle del fiume Frigido e conservano un tessuto urbano tipicamente medievale; le figure marmoree lungo i vicoli e gli edifici sacri ne fanno piccoli gioielli di arte e storia.
I castagni secolari che popolano l'entroterra hanno segnato le tradizioni gastronomiche ed artigianali del territorio, la coltura e la lavorazione delle castagne sono ancora vivissime in tutte le frazioni di montagna i cui abitanti per secoli hanno basato il loro sostentamento su questo versatile alimento.

Proseguendo lungo la strada, pochi chilometri dopo Antona, si arriva a Pian della Fioba dove si può visitare l’Orto Botanico intitolato al medico e botanico Pietro Pellegrini che elaborò interessanti studi sulla flora del territorio apuano.
Gestito in collaborazione con l'Università di Pisa, in uno spazio tutelato e facilmente accessibile a tutti consente di ammirare le specie endemiche e quelle più caratteristiche della vergetazione spontanea delle Alpi Apuane.

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